Benvenuti in Piazza Nove Martiri, uno spazio del centro storico dell’Aquila che custodisce una delle memorie più dolorose e significative della città. Il nome ricorda l’eccidio del 23 settembre 1943, quando nove giovani aquilani, tra i 17 e i 21 anni, furono catturati da un reparto misto di fascisti e nazisti durante un rastrellamento nei pressi di Collebrincioni. Erano in fuga verso le montagne, dove molti coetanei stavano raggiungendo le prime formazioni partigiane abruzzesi. Dopo la cattura furono condotti alle Casermette e, accusati ingiustamente di essere franchi tiratori, vennero fucilati. Alla memoria di quei ragazzi, simbolo di coraggio e resistenza, è oggi dedicata questa piazza.
Fermandovi qui, potete vedere la Statua del Fanciullo, conosciuta come La Montanina, opera di Nicola D’Antino del 1929, che aggiunge una nota di dolcezza e malinconia al luogo. Su uno dei lati della piazza si trova la targa commemorativa con i nomi dei nove martiri, mentre un grande sacrario è custodito nel cimitero monumentale della città.
Oggi la piazza è uno spazio aperto e luminoso, punto di passaggio e incontro, dove la vita quotidiana della città si intreccia con il ricordo della sua storia. Un luogo che invita a camminare con calma, osservare le opere che lo decorano e rivolgere un pensiero a quei giovani che, con il loro sacrificio, hanno lasciato un segno indelebile nella memoria aquilana.





