Siamo a San Panfilo d’Ocre, un borgo che sembra uscito da un libro di avventure medievali. Qui vivevano cavalieri, contadini e monaci, tutti sotto la protezione di San Panfilo, un vescovo coraggioso del VII secolo, venerato come patrono del paese.
La chiesa, già citata nei documenti del 932, è un capolavoro romanico con portali scolpiti e un grande occhio di pietra che vi scruta dall’alto. All’interno, gli affreschi del Quattrocento raccontano storie sacre con colori ancora vividi, un po’ come antichi fumetti dipinti sulle pareti.
E poi c’è il Castello di Ocre, una possente fortezza che dominava la valle: mura imponenti, torri di guardia e un panorama che permetteva di avvistare nemici e mercanti da chilometri di distanza. Qui, tra assedi e leggende, si decidevano le sorti del territorio.
Visitare San Panfilo d’Ocre significa camminare in un set a cielo aperto, tra arte, storia e mistero, dove ogni pietra sembra sussurrare storie di un tempo in cui il Medioevo era realtà, e non solo un capitolo nei libri di scuola.





